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abitazioni

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ABITAZIONI Lo spazio del corpo

27|28 GIUGNO 2007
PARCO PERTINI – AGLIANA
PISTOIA
un progetto di VDG25.ORG
Prendere in considerazione il corpo, ponendosi la questione della spazialità può, in prima istanza, sembrare un’evidenza, nella misura in cui è proprio del corpo l’essere continuamente immerso nello spazio.
Lo spazio è, oltre il luogo possibile di azione, qualcosa di più: non è qualcosa di neutro, ma un vero e proprio generatore di stati di coscienza.
Il nostro nostro “>essere, la nostra mente, il nostro animo si esprimo attraverso il corpo, il nostro tramite con il mondo esterno. La nostra esistenza sulla terra è imprescindibile dal nostro corpo.
La centralità del corpo umano è uno dei presupposti fondamentali su cui si basa nell’epoca contemporanea, la definizione concettuale e simbolica della danza, vista come gestualità che diventa linguaggio, con il quale esprimersi senza l’utilizzo della parola.
Attenendosi a metodologie concettuali, multiculturali, multimediali e interattive è possibile intrecciare un infinità di relazioni ed esplorare le zone di esistenza entro cui si muove il nostro corpo.
Il progetto prevede di esprimere la disgregazione della dimensione metropolitana con i suoi conflitti, il suo valore, il senso di perdita dell’ orientamento individuale, ma anche di offrire un’indagine tra identità e percezione del sé, tra presenza ed assenza del corpo, tra socialità e isolamento.
Tutto questo con nuove irruzioni formali che destabilizzino ogni certezza ed introducano positive inquietudini di conoscenza, mettendo l’opera al servizio di un pubblico che fruisca e contempli l’arte integrata nel paesaggio.
Individuare uno spazio in cui la città, corpo di corpi, possa riscoprire un’agitazione ordinata, pulsioni e sincronie che stabiliscano interazioni arcaiche tra l’uomo e gli elementi, ormai andate perdute; una compartecipazione di musica e silenzio, movimento e staticità che permetta una socializzazione dell’opera nell’opera.

:: Programma
Le serate si sviluppano intorno alle tematiche del corpo e dello spazio con un particolare riferimento al contemporaneo e in particolar modo ad una visione spazio-corpo in un contesto urbano e metropolitano.

installazione a cura di Andrea Di Cesare (Pescara – http://www.myspace.com/miccet)

::Company Blu – La casa invisibile
Sesto Fiorentino – http://www.companyblu.it
Coreografia e danza: Charlotte Zerbey e Alessandro Certini
Musica dal vivo: Spartaco Cortesi

c.b

Composta da Alessandro Certini e Charlotte Zerbey e da vari collaboratori, Company Blu Danza è uno dei gruppi italiani più innovativi nel panorama della danza contemporanea degli ultimi anni.
Sin dalla dalla “>sua fondazione nel 1989 Company Blu Danza, forte dalla ricerca artistica condotta in Europa fin dal 1979, ha sempre ricercato un rapporto diretto con la musica dal vivo, le architetture plastiche estemporanee del corpo – mai cristallizzate in quadri precostituiti – inserendo sempre la struttura coreografica in una scenografia talvolta materialmente teatrale, talvolta virtuale e tecnologica, attenta alle contaminazioni delle arti visive.
Questo scambio tra background culturali e poetici diversi rende davvero magnetica l’espressione e la comunicazione dal vivo tra danzatori, musicisti e artisti visivi.
Attualmente collaborano con la compagnia i danzatori: Alessandra Palma di Cesnola, Massimiliano Barachini, Franco Senica, Anna Balducci, Vincent Cacialano e Daniela Gallo, e i musicisti Tristan Honsinger, Steve Noble, Michael Moore, Antonello Salis, Bolivar Miranda, Nicola Vernuccio, Marco Parente, Massimo Fantoni, la scenografa Tiziana Draghi ed il video maker Roberto Mazzi.
L’attività della Compagnia è sostenuta dal Ministero per i Beni e Attività Culturali dal 1998, e dal Progetto TOSCANADANZA della Regione Toscana dal 1996.
Nella casa invisibile viene esplorato poeticamente il tema dell’abitare. Il corpo abita uno spazio attraverso il movimento ed è esso stesso dimora sensibile. Il rapporto tra corpo e spazio è legato all’affermazione della propria individualità, ma anche al desiderio di conoscenza nell’incontrare altre persone e cose.
Il corpo è elemento di congiunzione, tra il sociale ed il sé, la colla che unisce esterno ed interno, la materia e l’etereo.
Lo spettacolo parla della necessità della relazione in una casa che non si vede, ma che viene costruita in un percorso di danza e di situazioni teatrali che evocano metaforicamente la quotidianità, nell’infanzia, nel lavoro, nella festa, nel gioco.
Ogni punto di arrivo è una micro-composizione, un riferimento nell’intervallo del percorso coreografico.

:: Associazione PKP – Parkour
Prato – http://www.apki.it

parkour

I PKP nascono nella primavera del 2004 come un gruppo di ragazzi accumunati da un’amicizia di vecchia data e dalla pratica del Parkour, sport urbano nato in Francia agli inizi degli anni ottanta. Dopo alcuni mesi dalla fondazione del gruppo sempre più persone si aggiungono fino a realizzare la prima associazione sportiva italiana dedicata al Parkour.
Verranno presentati tutti gli elementi base che compongono questo sport, dalle arrampicate agli atterraggi, e le metodologie di allenamento secondo il metodo di David Belle (il fondatore stesso del parkour).
Cos’è il Parkour…
Il Parkour è l’arte di sapersi spostare.
Il principale obiettivo di questa disiplina è quello di raggiungere la padronanza del corpo e della mente per superare gli ostacoli che ci circondano tracciando un percorso che vada da un punto A ad un punto B nella maniera più fluida possibile.
Molto spesso all’interno dei percorsi vengono inseriti elementi di Freerunning, ovvero viene espressa una parte più creativa che efficiente. Noi di parkour.it siamo molto moderati a riguardo anche se ci sono correnti di pensiero molto più puriste che tendono a differenziare in maniera molto più netta le due discipline.
L’importante è comprendere che parkour non è una gara a chi fa il salto più alto o più bello,il
parkour è un PERCORSO, senza alcuna forma di competizione fra i praticanti. La competizione è con te stesso per cercare di innalzare il tuo limite dopo aver preso coscienza delle tue possibilità.
I praticanti del parkour, chiamati “traceurs” ovvero “creatori di percorsi”, aspirano a superare in modo creativo, fluido, atletico ed esteticamente valido le barriere naturali o artificiali che si trovano sulla loro strada. Per riuscirci utilizzano corse, salti, volteggi, cadute e arrampicate.
Ma il parkour non è solamente un puro esercizio fisico, perché il confronto con gli ostacoli materiali spinge il traceur alla scoperta dei suoi limiti e quindi del suo essere all’interno dell’ambiente che lo circonda.
Affrontando la paura spesso ci si accorge che le nostre potenzialità vanno oltre i confini che diamo per scontati.
Per questo il parkour è sia uno sport che una filosofia di vita quotidiana.
Il padre riconosciuto di questa disciplina è il francese David Belle che verso la fine degli anni ‘80 iniziò a praticare in un ambiente urbano (precisamente a Lisse, un sobborgo di Parigi) le tecniche apprese giocando da bambino nei boschi della campagna francese.
Da allora questo sport ha fatto proseliti nel mondo, soprattutto in Francia e Inghilterra.

:: Fabula Danza
Pistoia – http://www.fabuladanza.it

fabula

Fabula Centro per la danza e il movimento è un’associazione culturale senza scopo di lucro fondata a Pistoia nel 1988 da Laura Marini. Ha per oggetto la diffusione, la conoscenza, la pratica e lo sviluppo dell’arte della danza e delle attività di movimento ed espressione della persona.
L’Associazione promuove le proprie iniziative di educazione al movimento e alla danza danza “>operando essenzialmente su due fronti: da un lato il piano didattico e formativo realizzando corsi e laboratori rivolti alle diverse età e progetti didattici per le scuole, dalle materne alle superiori; dall’altro artistico e creativo attraverso la produzione e la realizzazione di eventi/spettacolo multidisciplinari in cui la danza interagisce con altre forme di espressione artistica.
La Compagnia Fabuladanza realizza allestimenti ed eventi di danza che si modellano ed interagiscono con il luogo delle performance (teatri, musei, mostre, strade, edifici, giardini…): ogni specifico ambiente è stimolo per raccogliere le influenze dello spazio sul movimento e viceversa inoltre suono e movimento interagiscono come linguaggi autonomi ma con referenti strutturali comuni: spazio, tempo, dinamica, forma.
Durante “Abitazioni” Fabula Danza interverrà con una performance che prevede una particolare interazione tra il corpo e lo spazio del parco, attraverso un percorso stimolato dai diversi elementi presenti nel luogo.

:: Purple Haze – Nella terra stessa
Pistoia
Regia, scenografia e coreografia: Sara Aprigliano, Marco Carlesi, Federico Fiori, Francesca
Lenzi, Daria Pastina
Musiche: Tomaso Azara
Interpreti: Fabio Cerri, Clarissa Tulli

ph

Dall’esperienza individuale nella ricerca di linguaggi e forme espressive inconsuete di Sara Aprigliano, Marco Carlesi, Federico Fiori, Francesca Lenzi e Daria Pastina nasce Purple Haze, un progetto di contaminazione creativa.
Percorso interdisciplinare in continua evoluzione che interseca installazioni, video e teatro sperimentale, Purple Haze ricerca un’esperienza artistica collettiva e condivisa, in cui simboli e concetti si fondono e si declinano in base ai ritmi e alle sensibilità individuali. Il significato non come fine ma come causa prima, da cui l’arte si genera e si riversa sullo spettatore.
L’analisi dell’innegabile rapporto tra corpo e spazio conduce, nella ricerca delle origini, al primo spazio creato per l’uomo e al primo uomo creato per esservi ospitato.
“Nella terra stessa” affronta il primordiale legame tra Adamo e l’Eden, attraverso gli indelebili segni lasciati dai primi passi, dai primi movimenti, dalle prime parole pronunciate. La visione simbolica dell’interazione tra l’uomo e il suo abitare il mondo esterno, nel suo esplorarlo, modificarlo, dominarlo.
Un viaggio poetico attraverso suoni e immagini, tra l’Eden e il mondo esterno, oltre la cacciata e l’apocallisse, fino al sacrificio della terra e al ritorno dell’uomo nella terra stessa.
Tratto dal racconto breve “La parola di Adamo” di Marco Carlesi.

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